Maneli Jamal
26 settembre 2016





Pianoforte & Voce dal vivo

Emanuele Maniscalco & Linnea Hall

Pianoforte & Voce dal vivo

Emanuele Maniscalco & Linnea Hall

Red Theater - Brescia - 18 maggio 2016
Foto: Alessandro Mombelli
Video: Enrico Ranzanici

Non posso  dire che passassi di lì per caso, non avrei potuto esserci se non per volere del padrone di casa: i posti erano limitati, non per sentimenti elitari, ma per obiettive esigenze di spazio.

Non più di 30 spettatori per questo piccolo teatro privato, che si pone l’obbiettivo di rispolverare i vecchi fausti del passato, riproponendosi a nuova vita per i giovani artisti che vorranno incrociare i vissuti legni del suo palco: c’è la presunzione o l’arroganza di porsi come trampolino per nessuno, ma solo il piacere di dire “noi c’eravamo”, “ noi siamo passati da lì”, dal Red Theater, dove anche Gasman recitò.

L’ambizione è solo quella di gettare il seme, ai posteri poi l’ardua sentenza.

Ad inaugurare il progetto è il neonato duetto Linnea Hall, alla voce, e Emanuele Maniscalco al piano.

Se lui è conosciuto tra gli appassionati del genere, lei è invece una novità, perlomeno sul territorio bresciano, perlomeno al pubblico di questa sera: la partenza appare quasi sotto tono ad un pubblico che forse si aspettava un jazz diverso: lei è magra, magrissima, lo sguardo basso a sottolinearne la fragilità; anche lui ha un corpo esile , ma quando inizia  a suonare diviene una cosa sola con il pianoforte e tutto assume un nuovo corpo. Il microfono è sul piano forte, anzi nel pianoforte, tanto da cogliere anche i respiri dell’autore. La fisicità si completa quando oltre al continuo chinarsi del compositore bresciano verso il suo strumento, quasi fosse un suo prolungamento, Emanuele interagisce direttamente con le corde dal ventre del pianoforte : intorno a lui potrebbe esserci indifferentemente il mare o il deserto, non cambierebbe nulla perché i suoi occhi sono socchiusi e lui è completamente e lui è completamente immerso nella sua musica.

Servono un paio di pezzi perché la voce si scaldi e l’effetto è dirompente: se inizialmente poteva sembrare d’appoggio al pianoforte improvvisamente la esile e gracile Hellea diviene protagonista e l’effetto è dirompente, tanto che deve indietreggiare davanti al microfono, e lo fa con grazie, per contenere la potenza che esce dalla sua bocca, quasi l’impianto non potesse reggere. Si intuisce che la musica gli appartiene e sopperisce ad una fredda bellezza nordica con il calore di chi potrebbe ballare anche al ritmo del fruscio delle foglie.

Si alternano benissimo nel catturare l’attenzione del pubblico, lui passando dal pianoforte alla pianola, lei concedendosi a poco a poco.

Non è questo il luogo per esprimere giudizi tecnici, anche perché chi scrive non ne ha né l’ambizione, né le conoscenze, ma è sicuramente il luogo per osservare e ascoltare, ed io, personalmente, ho visto due artigiani della musica , due artisti che placano le proprie irrequietudini cercando conforto, sostegno e ritmo nella musica, ed ho ascoltato una musica che è arrivata verticale alle sensazioni di tutti , esperti e non,; ho assistito , insomma, ad un esordio promettente di un luogo destinato ad ospitare uomini e donne che cercano la pace altrove, rispetto a se.

Emanuele Maniscalco


Linnea Hall


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